La figura del logo, che richiama “questa bella d’erbe famiglia e d’animali” cantata dal Foscolo in odio alla morte e ai suoi sepolcri, si libra illesa su un mare di fuoco In un poliedro che è la Terra circondata dal cielo di Giotto, l’immagine è tratta da un manoscritto miniato armeno recante le concordanze tra i quattro Vangeli, eseguito per lo scriptorium patriarcale del katholikos Costantino I nel XIII secolo, ora custodito nel Paul Getty Museum di Los Angeles. L’allusione agli Armeni evoca il primo genocidio del Novecento, monito a ricordare che i genocidi passati e presenti sono i padri dell’attuale resistibile ecocidio.