24 OTTOBRE – ore 9.00 / 14.30 – UN CONVEGNO PROMOSSO DA
UNIVERSITÀ DELLA PACE
Costituente Terra – Othernews
Con: Fondazione Basso, Fondazione Di Vittorio, Movimento Europeo Italia, Festival del Cinema dei Diritti Napoli, The Last Twenty, Comunità di base di S. Paolo Roma, Scuola di Pace Mario Paciolla (NA), Ultima Generazione, Extinction Rebellion, Movimento Techo, Tierra, Trabajo, Rappresentanza Incontro Mondiale dei Movimenti.
Sarà possibile seguire l’evento anche in diretta Zoom:
https://us02web.zoom.us/j/83636656795?pwd=tSTyub30WdYyq726h0sv6NV0v8tzLx.1
ID riunione: 836 3665 6795
Codice d’accesso: 351547
A 80 anni dalla Carta dell’ONU: Multilateralismo – Democrazia – Diritto Internazionale in crisi profonda.
Una Costituzione della Terra come orizzonte e via maestra per uscirne. I possibili percorsi.
Viviamo un tempo di transizione drammatico:
Le democrazie liberali sono in crisi profonda
Le autocrazie avanzano
Ritornano imperi, armi e logiche di potenza
La tecno-finanza sovrasta la politica
L’ordine internazionale nato 80 anni fa si sta sgretolando
È il “chiaroscuro” di cui parlava Gramsci:
“Il vecchio ordine muore”. Quello nuovo sta nascendo da quel “chiaroscuro”, con i tratti sempre più marcati della volontà di dominio con la forza, le armi, la guerra, la tecno-finanza e la prospettiva di un ritorno a un assetto sociale tecno-feudale.
Il nostro convegno del prossimo 24 ottobre, che incrocia il Giubileo dei Movimenti (21-24 ottobre) e con esso interagisce, capita in un momento di transizione tra:
la crisi profonda delle democrazie liberali,
l’affermarsi delle autocrazie,
il ritorno degli imperi e della forza delle armi,
lo stagliarsi prepotente della tecno-finanza,
la demolizione dell’assetto internazionale nato 80 anni fa.
Siamo nel pieno di quel chiaroscuro di transizione, tra la disgregazione del potere, della cultura e della coscienza collettiva, che si verifica quando – come scriveva Gramsci – un ordine dominante non è più in grado di farsi riconoscere come tale, e un nuovo ordine non è ancora in grado di affermarsi pienamente.
“Il vecchio ordine sta morendo e quello nuovo tarda a comparire. È in questo chiaroscuro che nascono i mostri.”
Ma, nel nostro caso, i mostri sono all’opera da tempo, in varie forme: populismi, sovranismi, nazionalismi,imperialismi.
In questa fase, il loro dominio va assumendo, in maniera che appare sempre più inarrestabile, i tratti delle autocrazie imperialistiche, della forza bruta, della guerra permanente, del riarmo. E tutto spingerebbe verso un paralizzante pessimismo.
Ma nella storia c’è sempre un fattore che opera senza che nessuno se ne accorga. È l’imprevisto.
L’imprevisto generazionale.
E gli esempi nella storia passata e recente non mancano.
L’imprevisto che compare oggi si chiama:
Generazione Zeta
Generazione Gaza
Un imprevisto esploso sulla spinta dell’indignazione per l’orrore del terribile ed inumano genocidio di Gaza e della violenza efferata dei coloni e dell’esercito israeliano occupante in Cisgiordania, ma che evidentemente covava da tempo sotto la cenere.
L’indignazione dà vita a risposte emotive corali, forti, com’è avvenuto nei giorni scorsi, che possono spingere, condizionare o accelerare processi. E si è visto…
“Ma indignarsi non basta.”
Ci diceva un altro grande della storia italiana, Pietro Ingrao, commentando nel 2011 il pamphlet “Indignatevi!” di Stéphane Hessel.
Per inserirsi nei processi di transizione bisogna andare oltre l’indignazione.
“Bisogna costruire una relazione condivisa, attiva”, perché “il rischio forte è che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo.
Che l’indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio.”
Certo, molto è cambiato oggi rispetto allo scenario del 2011 in cui Ingrao rispondeva ad Hessel.
Ma questo suo insegnamento mantiene, a mio parere, tutta la sua forza e attualità anche oggi, di fronte:
al crollo della democrazia liberale,
del diritto,
del diritto internazionale,
al risorgere degli imperi,
all’affermarsi di quello che è stato definito tecno-feudalesimo, in un mondo di disuguaglianze smisurate e crescenti, e di un riarmo mostruoso e progressivo.
Di fronte all’affermazione della logica amico/nemico, e della forza dei più potenti anche nel determinare tregue che amano chiamare “albe di pace”, nei conflitti armati – compresi quelli più efferati e distruttivi.
“Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant”
“Dove fanno il deserto, lo chiamano Pace.”
(La famosa espressione che Tacito attribuisce a un passaggio del discorso di Calgaco, re dei Caledoni, parlando della Pax Romana).
È la logica degli imperi, dove non c’è traccia di relazioni condivise: devastano, distruggono, spianano, annettono… e la chiamano Pace.
Ma quella logica imperiale e autocratica, nella realtà di oggi – e nello specifico della tragedia di Gaza – pur restando nell’ottica della tutela dei propri interessi, ha dovuto fare i conti con l’imprevisto: l’indignazione di milioni di persone nel mondo, e la sua esondazione nelle strade e nelle piazze di tutti i Paesi dove, ancorché acciaccata, sotto continuo e pressante attacco e non più egemone, la democrazia liberale sopravvive ancora.
In questo scenario, il nostro progetto di Costituzione della Terra offre il terreno per mettere in essere una trama di:
“relazioni condivise attive”, dentro una lettura del mondo in cui diventa possibile costruire un’adeguata pratica politica in grado di darle corpo.
Per evitare “il rischio che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci”, allo stesso modo delle dichiarazioni di principio sancite in tante carte solenni… rimaste inapplicate perché prive delle garanzie necessarie a renderle cogenti.
Offre il percorso e le garanzie necessarie per la profonda riforma dell’ONU, rivendicata da più parti.
E incrocia sulla sua strada – a Roma – anche questo, possiamo considerarlo un felice imprevisto, il Giubileo dei Movimenti: l’Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari.
Questi temi saranno tutti autorevolmente ripresi nel convegno del 24 ottobre, al quale invitiamo a partecipare tutti coloro che sono interessati.
Mimmo Rizzuti
Esecutivo Costituente Terra
📩 [info@costituenteterra.com]
🌐 [www.costituenteterra.it]


