Giornata dell’Europa

9 Maggio – Giornata dell’Europa

In occasione della Giornata dell’Europa condividiamo un estratto dell’appello per una rifondazione costituzionale dell’Unione Europea.

Viviamo in tempi bui di crisi del diritto e delle democrazie (…).

In questa drammatica situazione, l’Europa può svolgere un ruolo storico straordinario: farsi promotrice di un’integrazione mondiale basata sulla rifondazione costituzionale dell’Onu. Tale rifondazione dovrebbe consistere nell’introduzione delle garanzie di tre valori universali, quali sono la pace, l’ambiente naturale e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani: (…) è il nostro progetto in 100 articoli di una Costituzione della Terra, cioè la proposta di estendere oltre lo Stato, all’altezza degli odierni poteri globali, il paradigma del costituzionalismo.

È chiaro che a tal fine l’Unione Europea deve mutare radicalmente le sue attuali politiche: cessare la corsa insensata a nuovi armamenti; promuovere una pace durevole con la diplomazia; affermare la regola democratica della votazione a maggioranza delle decisioni che le competono, anziché quella antidemocratica dell’unanimità; capovolgere le sue politiche sull’immigrazione basandole sull’accoglienza anziché sul respingimento e l’esclusione; liberarsi dalla subalternità agli Stati Uniti; riconoscere il multilateralismo come condizione della convivenza pacifica tra i popoli e gli Stati; costruire, soprattutto uno Stato sociale europeo.

Pensiamo solo al consenso popolare che proverrebbe all’Unione se finalmente mostrasse, anziché il volto ostile dei vincoli di bilancio e delle armi, il volto benefico di un’Europa sociale, che conferisse un reddito universale di cittadinanza, un salario minimo di almeno il doppio di tale reddito di base, un servizio sanitario e scuole e università gratuite europee e, ovviamente, un fisco europeo realmente progressivo.

L’Unione Europea è nata dalla liberazione dal nazifascismo, come progetto di convivenza pacifica basata sulla pace, sull’uguaglianza, sul rifiuto di ogni forma di razzismo o di suprematismo, sulla costruzione dello stato sociale oltre che liberale e sull’invenzione della democrazia costituzionale, cioè di limiti e vincoli costituzionalmente stabiliti ai poteri selvaggi sia della politica che dell’economia. Ha inoltre mostrato che un’integrazione tra diversi, anzi tra ex nemici, è possibile, e se è stata possibile tra 27 Stati, nei quali si parlano 23 lingue diverse e che da secoli sono divisi da guerre e da imperialismi contrapposti, allora è possibile anche per l’intera umanità.

È perciò dall’attuazione dei principi di pace e di uguaglianza sui quali è nata e dalla sua capacità di promuovere la costituzionalizzazione delle Nazioni Unite, e non certo da un’illusoria potenza militare, che dipendono oggi il valore e il prestigio dell’Unione Europea.

Ci vediamo a Roma il 10 giugno.

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