L’aggressione statunitense e israeliana all’Iran segna un salto ulteriore nella distruzione dell’ordine giuridico internazionale.
L’Iran è oggi sotto un diluvio di missili, bombe e droni, in un’azione pianificata da tempo, espressione di una logica che cancella ancora una volta gli sforzi compiuti dall’umanità per impedire il ripetersi delle immani tragedie generate dalle due guerre mondiali del Novecento.
L’obiettivo è uno solo: cancellare ogni traccia di diritto internazionale, annientare l’ONU, stroncare ogni forma – anche imperfetta – di governo multilaterale del mondo, stracciare la Carta delle Nazioni Unite che, all’articolo 2, vieta l’uso della forza contro uno Stato sovrano.
L’assassinio di un dittatore, Khamenei, mediante bombardamenti che nella loro pretesa “precisione chirurgica” polverizzano scuole, uccidono bambini e devastano un intero Paese, può forse rendere il mondo più sicuro?
La storia ha dimostrato il contrario: la politica della deterrenza e del terrore non elimina i mostri, li genera. Alimenta una spirale di violenza e distruzione che infligge sofferenze indicibili e sospinge l’umanità sull’orlo dell’abisso, genera caos e terrorismo come risposta al terrorismo di stati sedicenti civili e democratici che, nel segno di una logica securitaria di cui si ritengono depositari, ignorano e ammutoliscono i loro parlamenti, annientano le loro Costituzioni e la democrazia che ne aveva connotato la nascita e segnato il percorso.
Questa aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran rappresenta, senza ormai alcun ombra di equivoco, una rottura storica del diritto internazionale.
La Carta dell’ONU vieta la guerra di aggressione e l’uso della forza contro Stati sovrani: ignorare queste norme significa sostituire il diritto con la legge del più forte, e inaugurare, con un’azione decisamente terroristica, un ordine fondato sull’arbitrio e sulla violenza destinata a generare altro feroce terrorismo e caos.
In questo scenario, il silenzio e l’acquiescenza dell’Europa, e in particolare dell’Italia, minano la loro credibilità e confermano una loro pericolosa e triste subalternità.
Quando le regole valgono solo per alcuni e non per altri, cessano di essere regole e diventano strumenti di dominio.
Di fronte a questa deriva, la risposta non può essere il silenzio né la rassegnazione. Occorre riaffermare con forza il primato del diritto sulla forza, rilanciare il ruolo delle Nazioni Unite, promuovere un ordine internazionale fondato su regole uguali per tutti e sulla proibizione effettiva della guerra. Solo la ricostruzione di un autentico sistema multilaterale, capace di vincolare tutte le potenze senza eccezioni, attraverso la costituzionalizzazione di un’ONU riformata e una vera Federazione della Terra in grado di garantire e far rispettare i principi di Pace, Uguaglianza e Natura, può restituire sicurezza ai popoli e futuro all’umanità.
Dal Il Manifesto del 01/03/2026 Luigi Ferrajoli https://ilmanifesto.it/con-questultima-aggressione-il-crollo-del-diritto-e-della-ragione


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