ll 6 febbraio scorso è una data significativa della resistenza pacifica internazionale all’economia di guerra, nello sforzo di bloccare le spedizioni di armi dai nostri porti verso qualsiasi zona di conflitto; per opporsi al piano di riarmo della UE e alla militarizzazione di porti e infrastrutture strategiche.
Piena solidarietà della nostra associazione all’azione coraggiosa ed efficace dei portuali di Genova, Livorno, Venezia, Ravenna e non solo.
La protesta è stata molto più ampia: in Italia hanno partecipato anche Trieste, Ancona, Civitavecchia, Salerno, Bari, Crotone, Palermo, Cagliari, all’estero città come Amburgo, Brema, Marsiglia, diversi centri in Grecia, nei Paesi Baschi, in Turchia, Marocco, Colombia, Spagna. Negli Usa la protesta ha ricevuto il sostegno da parte del movimento “Stop Us-Led War”, e in generale hanno espresso solidarietà anche l’Idc (International Dockworkers Council), la Wftu (Federazione sindacale mondiale) e la Tui Tppfc-Federazione dei trasporti europei.
La Costituzione della Terra di Luigi Ferrajoli pone nella messa al bando delle armi la prima e unica garanzia in grado di evitare concretamente la guerra.
Non stiamo alle condizioni di quanti (tutti) parlano di pace mentre finanziano guerre e stragi di civili.


Lascia un commento