
Nella serata del 20 Gennaio a Roma, presso la Fondazione Di Vittorio, si è svolto l’incontro “Un Costituzionalismo Globale per garantire un governo multilaterale del mondo e il futuro dell’umanità”: un inedito e positivo confronto tra studiose, studiosi, attiviste, attivisti, giuriste e giuristi italiani e cinesi quantomai necessario di fronte agli accadimenti di questi giorni.
Il confronto, di alto livello scientifico e politico, ha assunto autorevolmente, davanti ad una attenta ed affollata platea, i contenuti ed il tono di una chiara risposta all’assalto al multilateralismo, al diritto internazionale, alla democrazia, messo in atto dal presidente statunitense Trump.
Nucleo del confronto e della risposta, il testo della Costituzione della Terra in 100 articoli, elaborata e redatta da Luigi Ferrajoli già terreno di confronto e attivismo in tanti Paesi europei e centro/sud americani, riproposta da Costituente Terra in coordinamento con Fondazione Di Vittorio, Cred, Other News, The Last Twenty.
Puntuale la risposta degli interlocutori cinesi Liu Hua Wen e ZhouWei, alle analisi di scenario sottoposte al dibattito, in apertura del confronto, dall’intervento di Francesco Sinopoli e dall’introduzione di Fabio Marcelli, che hanno fortemente ribadito la volontà del mondo scientifico e politico/istituzionale cinese a difendere, riformare e riaffermare ruolo e funzione dell’ONU.

Il successivo intervento di Pino Arlacchi che ha risottolineato in maniera sintetica quanto analiticamente affrontato nel suo recente “la Cina Spiegata all’Occidente”, come la storia e la cultura della Cina rendono evidente e credibile la postura e le scelte politiche di questo colosso nel terremoto che sta scuotendo e minando l’equilibrio mondiale realizzato, con la carta del ’45, la dichiarazione del ’48, i trattati del ’66, la sua difesa del multilateralismo e le sue posizioni, riproposte dagli interlocutori cinesi.

Tutti gli altri interventi programmati (Michela Arricale, Sergio Bellucci, Riccardo Cardilli, Ugo Melchionda, Francesco Sylos Labini) hanno arricchito la discussione, dai diversi punti di vista disciplinari e politici scelti e hanno offerto a Luigi Ferrajoli il terreno migliore per le sue conclusioni, imperniate sulla urgenza di una risposta decisa, comprensibile, praticabile al fascio liberismo montante nel mondo e all’attacco tracotante al diritto, al diritto internazionale, alla democrazia con il quale prova a cancellare la sfera pubblica e a ridurre la politica e la geopolitica alla logica degli affari, anche privati, come nel caso del presidente statunitense, e di un gruppo multimiliardari che lo sostengono negli Usa e nel mondo. La risposta non può che essere quella di una federazione garantista della Terra, oltre il federalismo di Kant, Kelsen, Bobbio, Spinelli. Una Federazione dotata delle garanzie necessarie a rendere effettivi, in un ONU in tal senso riformata e rilanciata, i diritti declamati nelle Carte che una grande potenza come la Cina ha tutte le possibilità di portare all’attenzione e in discussione nell’assemblea generale dell’ONU attualmente in carica.



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