Un progetto per le forze democratiche: la costituzionalizzazione dell’ ONU

Articolo di Luigi Ferrajoli per El Pais per l’incontro del 17 e 18 Aprile 2026 a Barcellona

Articolo di Luigi Ferrajoli per El Pais per l’incontro del 17 e 18 Aprile 2026, domani e dopodomani, dei Leader socialisti e della sinistra a Barcellona su Pace, multilateralismo, diritto internazionale riforma costituzionale dell’ONU, nell’ottica di una federazione rivoluzionaria della Terra. Non fondata un federalismo di governo tra Stati. Non un mega governo ma un sistema federale per garantire principi e beni universali che nessuna potenza statale o economico/finanziaria può garantire da sola. E cioè Pace,Uguaglianza, Natura. Principi diritti e beni che la Costituzione della Terra in 100 articoli, per una Federazione garantista della Terra colloca nella sfera del non decidibile. Indisponibili per qualsiasi tipo di di maggioranza .

 L’incontro dei leader progressisti di tutto il mondo, promosso in questi giorni a Barcellona dal presidente Pedro Sanchez per concordare una risposta comune all’involuzione autoritaria delle nostre democrazie e alle violazioni del diritto internazionale, è già di per sé un primo passo verso la costruzione di un’alternativa all’estrema destra. E’ chiaro che questa alternativa non può ignorare i due terribili flagelli che di quell’involuzione sono gli effetti: le guerre illegali di aggressione scatenate da Putin, da Netanyahu e da Trump, che rischiano di degenerare in un conflitto nucleare, e l’assenza di misure dirette a fronteggiare il riscaldamento climatico che, se non arrestato, renderà inabitabile la Terra.

      Non basta, contro questi flagelli, lamentare il crollo dell’ordine internazionale e la cecità delle nostre destre di governo, accomunate dal negazionismo della questione ecologica – “la più grande truffa della storia”, l’ha chiamata Donald Trump. Neppure è sufficiente difendere il diritto internazionale vigente e le sue attuali istituzioni, il cui fallimento ha reso evidente la loro totale impotenza e inadeguatezza. Una risposta razionale e realistica a questo fallimento, da parte delle forze democratiche riunite a Barcellona, dovrebbe consistere in un progetto di rifondazione costituzionale delle Nazioni Unite, che imponga limiti e vincoli giuridici, nell’interesse di tutti, agli odierni poteri selvaggi delle potenze nucleari e dei mercati globali. Questa costituzionalizzazione dell’Onu può avvenire soltanto con l’introduzione di un sistema complesso di garanzie, senza le quali i principi universali proclamati in tante carte internazionali – la pace, la tutela dell’ambiente e l’uguaglianza nei diritti umani – sono solo parole, promesse non mantenute.

       Viviamo il momento più drammatico della storia. In un tempo nel quale il flagello del pericolo nucleare e quello della catastrofe ecologica imporrebbero un aumento delle capacità di governo della politica e del ruolo di garanzia del diritto, il trionfo delle destre in gran parte dell’Occidente ha prodotto lo sviluppo simultaneo di due assolutismi: l’assolutismo politico, per l’involuzione autocratica di molte democrazie e l’assenza di limiti ai poteri di governo, e l’assolutismo economico, per la concentrazione delle ricchezze e l’assenza di limiti ai poteri del mercato. L’umanità è caduta nelle mani di ristretti gruppi di autocrati e di multimiliardari, i quali non ammettono limiti ai loro poteri. Il presidente della più grande potenza militare, Donald Trump, ha dichiarato di non conoscere limiti se non quelli posti da se medesimo. 

       Di qui, in un mondo dominato dalla legge del più forte, dalla logica del nemico e dal disprezzo per il diritto, il pericolo di un olocausto nucleare. Di qui l’aggravarsi della catastrofe ecologica che incombe sul nostro pianeta, dato che ogni anno viene immessa nell’atmosfera più anidride carbonica dell’anno che precede. Se non ci sarà un risveglio della ragione, l’umanità è destinata ad estinguersi, per il riscaldamento climatico, tra atroci sofferenze. I nostri nipoti non potranno perdonarci e neppure capire l’irresponsabilità e la stupidità delle nostre generazioni che avranno lasciato loro in eredità un pianeta trasformato in un inferno. 

       Sono questi i problemi che le forze democratiche riunite a Barcellona dovrebbero affrontare. Serve una svolta storica, che solo tali forze possono promuovere: la trasformazione della Carta dell’Onu in una Costituzione della Terra, la cui sopraordinazione a ogni altra fonte, nazionale o internazionale, sia garantita da una Corte costituzionale globale. Tre sono i valori universali, perché nell’interesse di tutti, che solo una Costituzione della Terra è in grado di garantire: in primo luogo la pace, tramite la proibizione costituzionale, come crimini contro l’umanità, della produzione e del commercio di tutte le armi, non solo delle armi nucleari ma anche delle comuni armi da fuoco; in secondo luogo l’ambiente naturale, tramite il divieto dell’uso di energie fossili e la tutela dei beni vitali della natura – l’acqua potabile, le grandi foreste, i grandi ghiacciai – come beni di un demanio planetario sottratto alla mercificazione e alla dissipazione; in terzo luogo l’uguaglianza, tramite la creazione di istituzioni globali di garanzia dei diritti alla salute, all’istruzione e alla sussistenza di tutti gli esseri umani. 

        Non si tratta di un’utopia. Si tratta della concreta attuazione di principi già stabiliti nella carta dell’Onu e nelle tante carte dei diritti umani, ma rimasti sulla carta perché privi di garanzie. Ѐ l’attuazione di questi principi il salto di civiltà che i leader progressisti di 40 Paesi, per la prima volta riuniti a Barcellona, dovrebbero proporre e pretendere. Nell’interesse di tutti, poveri e ricchi, deboli e potenti: è in gioco la sopravvivenza dell’umanità nell’unico pianeta che abbiamo. 

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