CHI SIAMO PERCHÉ CI SIAMO

“Costituente Terra” è una Scuola “dalla parte della Terra”, volta a coltivare un pensiero politico nuovo e a promuovere un costituzionalismo mondiale, fino all’adozione di una Costituzione della Terra, perchè la Terra sia salva e la storia continui

“Costituente Terra” non è un’associazione a delinquere, benché voglia rivoltare l’ordine mondiale esistente, incivilire i Poteri, abbattere il dominio, sovvertire il sistema di guerra, domesticare il denaro, spodestare i violenti e fare la cosa più antagonista e temeraria che mai si possa pensare: una Costituzione della Terra, alta e capace di adempiersi. Ma chi può farla, e chi siamo noi per volerla?
Noi siamo la Terra che vuole vivere, siamo la storia che vuole continuare, ma sappiamo che né Terra né storia sono date per sempre, esse sono condizionate alle nostre scelte, e dipendono da quanto a noi stiano a cuore non solo la nostra vita ma le generazioni future, non solo i figli ma i figli dei figli e quanti verranno o non verranno da loro.
Fa ormai parte della cultura comune l’idea che il mondo può finire in una crisi ecologica senza precedenti, tra i bagliori del fuoco dell’Amazzonia e dell’Australia, lo sciogliersi dei ghiacciai della Groenlandia e delle Alpi, l’alzarsi delle acque di sette metri sopra la terra, l’isterilirsi di continenti interi soffocati dalle alte temperature, le incontrollabili migrazioni di massa. Tuttavia né è stato elaborato un pensiero politico della fine, né messa in cantiere una politica che la impedisca.
Ma anche se non si desse il rischio della fine, già oggi il mondo appare corroso alla radice da una crisi generalizzata del diritto, dall’inversione dei processi democratici, dalla corsa agli armamenti e dalla lotta per la spartizione delle risorse tra persone e popoli già migrati e insediati e persone e popoli tuttora migranti e indigenti; e da ultimo il nostro mondo è stato scosso da una paurosa pandemia che mentre si abbatteva sull’insieme della famiglia umana, non trovava una famiglia umana che insieme la fronteggiasse, che adottasse una regola comune di comportamento, che si ergesse a tutela dei più colpiti e più deboli.
Il nodo su cui si sta bloccando il processo storico consiste nel fatto che mentre ormai tutti i problemi si pongono a livello globale e il pericolo della fine non incombe più, come accaduto in passato, su singoli popoli ma sull’umanità tutta intera, non c’è un soggetto che assuma la responsabilità di tutto ciò e ne tenti la regola.
Questo soggetto non può che essere il popolo della Terra, ossia l’unità umana non solo assunta nella sua realtà fenomenologica (siamo tutti sulla stessa barca), ma spinta a costituirsi come soggetto politico e giuridico a carattere universale. Ciò non è più possibile nelle sole forme dell’internazionalismo che pur hanno segnato una lunga fase del progresso storico e giuridico fino ad ora e che sono state l’oggetto appassionato di tanta ricerca e azione politica, di tante militanze e resistenze. E nemmeno i diritti del popolo della Terra possono essere affermati se non si porta a ulteriore sviluppo e coscienza di sé quella soggettività propria di ciascun popolo che si è mostrata nelle lotte, che ha ispirato l’invenzione tutta italiana del Tribunale Permanente dei popoli ed è proposta come ricchezza per tutti da papa Francesco, dalla Laudato Sì ai discorsi ai Movimenti popolari fino al Sinodo dell’Amazzonia.
Perfezionare e oltrepassare l’internazionalismo e il multilateralismo e transitare dalla soggettività dei popoli alla soggettività del popolo della Terra non vuol dire però inseguire il mito di un governo mondiale, che sarebbe un mito regressivo in contraddizione sia con il lascito dell’internazionalismo e il sangue dei suoi martiri, sia con quell’identità di libertà, autonomia e ricchezza multiforme di ogni popolo che è alla base della nozione stessa di diritto dei popoli e della comunità umana come tale.
La soggettività politica e giuridica della comunità umana in quanto tale deve realizzarsi invece attraverso l’instaurazione di un costituzionalismo mondiale che, sul modello del costituzionalismo di diritto positivo postbellico, stabilisca quello che i diversi poteri non possono fare (a cominciare dalla guerra e dalla volontà di dominio) e quello che non possono non fare (a cominciare dalla salvaguardia della natura e delle specie viventi e dall’assunzione del vincolo dell’eguaglianza e della pari dignità di tutti gli esseri umani). E deve trattarsi di un costituzionalismo mondiale che preveda istituzioni che lo attuino e garantiscano, ivi comprese autorità sovranazionali investite di specifiche competenze per materie non gestibili se non in forme generali e comuni, che si tratti di assicurare a tutti gli abitanti del pianeta farmaci salvavita o di spegnere incendi che carbonizzano i polmoni della Terra.
L’obiettivo politico che proponiamo è che questo costituzionalismo mondiale sia sancito in una Costituzione della Terra, formulata e promulgata da una Assemblea costituente di governi e popoli in continuità evolutiva con l’attuale assemblea delle Nazioni Unite e secondo l’esempio della prima assemblea costituente delle “nazioni unite” nel 1945 a San Francisco.
Questo è possibile, questo avverrà. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre che si affermi e sviluppi in tutto il mondo un pensiero politico che lo produca. Oggi mancano nell’opinione comune una cultura, un pensiero, una memoria storica che facciano avvertire l’esigenza di una politica per la Terra e ne ispirino l’attuazione. Perciò quello che ci proponiamo è di attivare germi e fermenti di un pensiero politico nuovo, e a tale scopo abbiamo istituito una Scuola, una Scuola “dalla parte della Terra”, una scuola diffusa, operante con diversi mezzi e in diversi luoghi, sia reali (fisici), che virtuali (telematici), che grado a grado, nei limiti e nella progressione delle forze disponibili, si possano mettere in campo.
Questa Scuola ha preso avvio il 21 febbraio 2020 alla Biblioteca Vallicelliana di Roma, nella grande Sala borrominiana di piazza della Chiesa Nuova. Questo sito, e quello che lo accompagna, “La Biblioteca di Alessandria”, sono al servizio di questa azione.

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